Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > trio > La donna dai capelli rossi
trio

La donna dai capelli rossi


di Valico57
06.07.2026    |    119    |    0 6.0
"Ho chiesto che indossasse di nuovo quella maschera veneziana che aveva portato con sé nella borsa..."
Il sangue mi pulsava nelle tempie, un ritmo ossessivo che seguiva i colpi sordi dello "zio" contro i fianchi della donna. L'eccitazione di quell'incontro non poteva esaurirsi semplicemente con una fuga. La connessione elettrica che si era creata attraverso quel vetro, in quel parcheggio buio, aveva lasciato una scia che meritava di essere esplorata e approfondita.
Nonostante la ritirata precipitosa della prima volta, l'immagine della rossa con la maschera veneziana che mi fissava era rimasta impressa sulla mia retina come un marchio a fuoco. Per giorni non ho fatto altro che pensare a quello sguardo: nei suoi occhi non c’era giudizio, ma un invito primordiale a scoprire e ad esplorare i meandri della perversione più trasgressiva.
Una settimana dopo, l'impulso è diventato insostenibile. Ho detto a Lena che il lavoro dal mio amico si sarebbe protratto fino a tardi; invece, con il cuore che martellava contro le costole, sono tornato in quel parcheggio. Il camper era lì, una sagoma scura avvolta da un'ombra soffusa, sotto un lampione tremolante. Questa volta non mi sono nascosto. Mi sono avvicinato con passo deciso, lasciando che le mie scarpe risuonassero sull’asfalto.
Prima ancora che potessi spiare, la porta laterale del camper è scivolata via con un sibilo metallico. Sulla soglia è apparsa la bionda, Giorgia. Indossava solo un corsetto di pizzo nero che stringeva la sua vita sottile e stivali alti. Mi ha guardato con un sorriso complice, quasi mi stesse aspettando.
— Lo zio ha detto che saresti tornato, guardone, — ha sussurrato con una voce che era pura seta. Mi ha preso per il bavero della giacca e mi ha tirato dentro.
Nell'aria pesante di incenso, profumo femminile e nell’odore inconfondibile del sesso recente, mi si era annebbiata la vista. All'interno, la luce era di un rosso soffuso. La donna rossa era distesa sul letto in fondo, nuda, con le gambe ancora spalancate e la maschera che indossava come feticcio di tante battaglie; il seno generoso e prorompente si ergeva come un simbolo di conquista. L'uomo di mezza età era seduto nell'ombra, nell'angolo opposto, con una mano che accarezzava il suo sesso pronto all'uso, ancora turgido in attesa di spruzzare tutta la sua lava bollente.
— Vieni avanti, Roberto, — ha detto la rossa, rivelando di aver forse percepito il mio nome o qualcos'altro; lì per lì ho dato poco peso a quelle parole, pensando che mi stesse semplicemente battezzando con la sua fantasia. — Volevi vedere? Ora guarda da vicino.
Giorgia si è inginocchiata davanti a me e, con dita esperte e veloci, ha liberato il mio cazzo, in preda a un'eccitazione spaventosa da non restare più nei pantaloni. Non appena il mio sesso è scattato fuori, duro e pulsante, la rossa ha inarcato la schiena, emettendo un gemito profondo e poche parole:
— Haaa, però... tanta roba!
L'uomo nell'angolo ha iniziato a masturbarsi guardandoci, mentre Giorgia avvolgeva le sue labbra calde intorno al mio cazzo e se lo infilava tutto in bocca, facendomi mancare il respiro e portandomi quasi a sborrare.
— Voglio che mi guardi mentre mi prendono, — ha ordinato la rossa con voce roca.
L'uomo si è alzato e l'ha afferrata per i fianchi, posizionandosi dietro di lei alla pecorina e schiaffeggiando le chiappe sode. Mentre lui la possedeva con colpi forti, potenti, quasi animaleschi, facendola sobbalzare, lei teneva sempre i suoi occhi inchiodati ai miei, dicendo:
— Ti piace quello che vedi? Una donna vogliosa, eccitata, quasi zoccola, che si fa scopare da Paolo, un maschio poderoso a cui piacciono le cagne!
Ero a pochi centimetri, sentivo il calore dei loro corpi e il suono dei loro umori che si mescolavano, il profumo della trasgressione e del sesso allo stato puro. Ero l'ingrediente mancante del loro gioco. Ogni volta che la rossa sussultava sotto i colpi dello zio, era un orgasmo poderoso, animalesco nei suoi gemiti e nelle parole che pronunciava. Le sue mani cercavano le mie, guidandole sul suo seno umido di sudore.
— Sì... guardami... sono la tua troia stasera, la tua attrice porno, la tua cagne da sbavare. Io mi eccito tantissimo ad essere guardata e desiderata da te, — continuava ad ansimare, mentre Giorgia continuava a divorarmi il cazzo con la sua bocca esperta e la sua lingua biforcuta, portandomi pericolosamente vicino al limite. Stavo quasi per venire, ma dovevo resistere per donare tutto il mio seme alla rossa, che ormai era la mia ossessione.
Il sangue mi pulsava nelle tempie, un ritmo ossessivo che seguiva i colpi sordi dello "zio" contro i fianchi della donna. Giorgia, ai miei piedi, aumentava il ritmo della sua bocca, infilandosi il cazzo fino in gola; mi toccava le palle, le strozzava nella sua mano, per poi passare al buco del culo. Ma i miei occhi erano solo per lei, per quella maschera veneziana che sembrava deridermi, stuzzicando in me pensieri perversi ed erotici.
Poi, nel calore soffocante di quel camper, è successo l'imprevedibile. L'uomo l'ha afferrata per i capelli rossi, tirandole indietro la testa con forza per baciarla sul collo e per riuscire a penetrarla meglio, facendole sentire il suo poderoso pene fino in fondo. In quel movimento, il laccio di seta della maschera si è allentato. Lentamente, la maschera è scivolata via, rivelando il volto contratto dal piacere e svelando la maschera di libidine sul suo volto.
Il mondo si è fermato. Sotto quella parrucca di un rosso fuoco, incorniciato dal sudore, dall'estasi e dalla voglia di vedere come mai era successo nella sua vita, c’era il viso di Lena. Mia moglie.
La donna "poco avvezza" alla trasgressione, la moglie rassicurante che credevo di lasciare a casa a cucire o a leggere, era lì, trasformata in una creatura di pura lussuria, sottomessa e preda di un gioco che superava ogni mia fantasia. Godeva, usava un linguaggio molto esplicito... insomma, si faceva fottere come la più troia delle troie, come dea del cazzo e come donna bisessuale.
Il cuore mi è quasi esploso nel petto. Non era paura, non era rabbia: era un’eccitazione devastante, un cortocircuito che ha polverizzato anni di inibizioni. Il mio cazzo ormai non aveva più argini, stava esplodendo come un vulcano in eruzione. Lena ha aperto gli occhi e, vedendomi lì, a un palmo dal suo viso, non ha mostrato vergogna; anzi, era quasi sollevata di essersi svelata. Ha sorriso, un sorriso predatore che non le avevo mai visto, e ha inarcato il bacino verso Paolo, l'uomo dietro di lei, con una ferocia nuova, con un'energia insospettabile, quasi con una voglia repressa.
— Roberto... — ha ansimato, la voce trasformata in un graffio roco. — Guarda bene la tua Lena... guarda quanto le piace essere la cagna di tutti, guarda come mi fottono e guarda come le piace farsi sfondare il culo! — A me non lo aveva mai dato.
A quelle parole, ogni freno è saltato. Ho afferrato Giorgia per le spalle, sollevandola e spingendola sul letto accanto a Lena, mentre lo zio Paolo continuava a possedere mia moglie con quella sua verga nodosa: la stava inculando, le stava aprendo il culo in due. Mi sono avventato su di loro, un groviglio di membra, sudore, odori acri e umori che uscivano dalle vagine delle due donne. Le mie mani hanno cercato la carne di Lena, stringendo i suoi seni che sussultavano, strizzandole i capezzoli turgidi a ogni colpo dell'uomo e ad ogni sua parola:
— Troia, gode di più vero se ti guarda tuo marito?
— Sì, prendimi, sfondami! E tu Roberto... prendimi insieme a loro, vieni a provare quanto sono zoccola adesso! — gridava lei, mentre la bionda le leccava freneticamente il clitoride e lo zio continuava a riempirle il culo con colpi possenti e schiaffi sulle natiche.
L'intensità è diventata insopportabile. Il camper oscillava paurosamente. Vedere mia moglie posseduta con tale maestria e quasi ferocia da uno sconosciuto, mentre io la toccavo e Giorgia le divorava la figa, continuando a masturbarmi, mi ha portato oltre il punto di non ritorno.
Lena ha emesso un urlo disumano, un orgasmo che ha fatto tremare ogni sua fibra, serrando le pareti dell'ano attorno all'uomo. Nello stesso istante sono esploso anch'io: un culmine violento e infinito che ha bagnato il ventre di Giorgia e le lenzuola umide del camper. Lena ha squirtato un misto di umori e pioggia dorata sulla faccia di Giorgia, e Paolo le ha riversato tutta la sua sborra negli intestini.
Siamo rimasti lì, ansimanti, in un silenzio rotto solo dai respiri spezzati. Lena si è girata verso di me, si è tolta la parrucca rossa rivelando i suoi capelli castani e mi ha baciato, con un sapore di peccato e di verità.
— Bentornato a casa, marito mio, — ha sussurrato.
Il ritorno a casa dopo quella notte è stato surreale. Abbiamo camminato dall'auto alla porta d'ingresso in un silenzio carico, quasi elettrico. Una volta chiusa la porta alle nostre spalle, l'atmosfera familiare delle mura domestiche è stata letteralmente travolta dalla nuova consapevolezza: la Lena che conoscevo era solo la copertina di un libro che non avevo mai osato sfogliare. Ora era un turbinio di emozione, di sensualità, di consapevolezza di essere donna, moglie e amante. Una Lena nuova, insomma.
Non c'è stato bisogno di parole. Appena entrati nel corridoio buio, l'ho spinta contro la parete. Non era più la carezza abitudinaria di un marito maturo; le mie mani cercavano la sua carne, il suo seno, il suo sesso, la sua bocca con una fame e un desiderio nuovi, ricordando come poco prima fosse stata posseduta dallo zio Paolo ed amata da Giorgia sotto i miei occhi.
— Allora era questo che facevi quando pensavo fossi a cena con i colleghi... — ho sussurrato contro il suo orecchio, mentre le sfilavo con foga la gonna e la camicetta.
Lena ha riso, una risata bassa e gutturale che non le apparteneva fino a poche ore prima.
— Volevi che mi vedessi, Roberto. Sapevo che eri lì. Volevi che capissi cosa desidera davvero tua moglie e chi è veramente tua moglie, quali sono le sue voglie e cosa la fa sentire veramente donna. Ora spero tu abbia capito e che mi aiuti ad essere ed esprimere il mio IO.
Siamo finiti in camera da letto, ma non c’era nulla della solita routine. Ho chiesto che indossasse di nuovo quella maschera veneziana che aveva portato con sé nella borsa. Volevo quel contrasto: il letto di casa nostra e l'immagine della "rossa" del camper. L’ho fatta mettere carponi sul bordo del materasso, nella stessa posizione in cui lo zio l'aveva dominata e profanata con la stessa ferocia e la stessa libidine. Vedere la "mia" Lena in quella posa di totale sottomissione, sapendo che era stata preparata e usata da altri, ha scatenato in me un desiderio primordiale e animalesco.
L’ho presa con una foga che non provavo da anni. Ormai il mio cazzo era un pezzo di marmo duro come la roccia, ma caldo come il fuoco. Non l'ho neanche preparata, tanto era bagnata fradicia: un colpo secco e sono dentro di lei. Una sensazione nuova, trasgressiva, tanto che per l'eccitazione Lena ha avuto già un primo orgasmo. Anche per lei era una sensazione nuova scopare con Roberto e avere la maschera della donna dai capelli rossi; la faceva sentire più perversa. Ogni mio colpo era una riaffermazione di proprietà, ma condita dal piacere perverso di sapere che non ero l'unico. Entravo in lei come una lama rovente entra nel burro e lei smaniava:
— Amore, il tuo cazzo non lo ricordavo così, mi sta devastando, mi sconquassa la figa, mi fa sentire posseduta!
Mentre la possedevo, la obbligavo a descrivermi cosa provava nel camper.
— Dimmi come ti faceva sentire quel dildo... dimmi cosa ti faceva lo zio mentre io ti guardavo dal vetro! — le ordinavo.
E lei, senza più inibizioni, urlava il suo piacere:
— Mi facevano sentire una troia, una cagna disposto a tutto, Roberto! Proprio come piace a te! Usami come hanno fatto loro, fammi sentire come hanno fatto loro, rompimi, riempimi come hanno fatto loro, rompi questo silenzio!
Più lei parlava, più i miei colpi erano devastanti, e i suoi orgasmi sempre più frequenti, uno dietro l'altro.
— Roberto, mettimelo nel culo, è un nuovo inizio! Siiii, Roberto amore, è come quello di Paolo... anzi noooooo, molto meglio, mi fai godere anche con il culo!
Un orgasmo devastante la sovrasta, intanto che la mia lava calda le riempie le viscere:
— Lena, godo nel tuo culo, godooooooooo!
L’apice è stato un boato di libidine, di orgasmi multipli. Siamo crollati sulle lenzuola, madidi di sudore, con il cuore che batteva all’unisono. Quella notte il nostro matrimonio è cambiato per sempre. Non eravamo più solo Roberto e Lena, la coppia tranquilla del quartiere; eravamo diventati complici di un segreto oscuro e meraviglioso. Questo segreto ha dato una linfa vitale incredibile al nostro rapporto. La casa non è più solo un rifugio, ma il palcoscenico dove rielaboriamo le nostre avventure esterne.
Ci siamo guardati nel buio della stanza.
— Domani tornerai nel parcheggio? — le ho chiesto con un filo di voce.
Lei mi ha accarezzato il viso, ancora con la maschera calata sugli occhi:
— Solo se prometti di restare a guardare... finché non deciderai di salire anche tu.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per La donna dai capelli rossi :

Altri Racconti Erotici in trio:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni